Ragione e Sentimento - Omaggio all'astrattismo e razionalismo lariano

Ragione e sentimento

Omaggio all’astrattismo e razionalismo lariano


Venerdì 25 Gennaio a partire dalle ore diciotto, avrà luogo la presentazione della Mostra denominata RAGIONE E SENTIMENTO, dedicata all’Astrattismo e Razionalismo Lariano, già inaugurata con successo a Villa Leoni (monumento del razionalismo italiano)  ad Ossuccio di Tremezzina, nel corso della seconda edizione di SEGRETA ISOLA.
Nel  cuore del Palazzo dell’ex Casa del Fascio, capolavoro dell’architetto Giuseppe Terragni realizzato negli anni trenta a Como, (uno  dei gioielli più significativi della architettura Razionalista) più di trenta artisti Lombardi esporranno le loro opere. Fra questi alcune opere di artisti del recente passato come Alvaro Molteni e Giorgio Bellandi, appartenenti alla corrente astrattista lariana, e altre pregevoli firme di artisti contemporanei.

Alla presentazione interverranno Autorità ed esponenti  della città di Como.
L’ architetto Attilio Terragni presenterà l’ evento insieme al critico e storico d’arte Gregorio Rossi. Al termine del pomeriggio, dopo un brindisi augurale, sarà inoltre proiettato il docufilm realizzato dal regista Simone Vailati intitolato “Segreta Isola”, dedicato all’ Isola Comacina e ai suoi misteri, con alcune interviste a personaggi caratteristici della sua Pieve.
Al termine dell’ evento sarà possibile visionare e acquistare il Catalogo inerente alle due mostre presentate nel Settembre scorso a Villa Mainona e Villa Leoni, con le notizie relative agli artisti partecipanti e alle loro Opere.


Il contributo di Gregorio Rossi, critico d’arte

Quando sono stato invitato da Doriam Battaglia, Presidente di “Segreta Isola” per presentare a Como, alla Casa del Fascio una rassegna collettiva di numerosi artisti, la prudenza e l’esperienza mi hanno consigliato d’informarmi sui nomi dei medesimi, e qui è avvenuta la prima favorevole sorpresa trovandomi di fronte ad una teoria di opere tutte di alta qualità; rivolgendomi ai non addetti ai lavori vorrei che fosse evidente che molto raramente le mostre collettive riescono a mantenere degli standard elevati.

In questo caso, nel mio ruolo di critico e storico dell’arte posso tranquillamente scrivere che la manifestazione in oggetto già mi aveva convinto prima di arrivare a Como; quando successivamente la mia assistente Giulia Rosa ed io siamo giunti alla sede espositiva le rosee aspettative che già avevamo sono state ampliamente superate. Per cui posso tranquillamente dichiarare i miei complimenti agli organizzatori ed ai curatori.
La mostra è stata un omaggio agli artisti storici del Razionalismo Comasco; ovviamente aver invitato alla presentazione Attilio Terragni, famoso Architetto, costituisce un ulteriore fiore all’occhiello. Il filo conduttore dell’esposizione richiedeva opere ispirate a questo importante movimento artistico e già qui si poteva pensare alla prima difficoltà di fronte a cui si sono trovati i partecipanti e che è stata superata egregiamente. Ritengo inoltre, che pure gli organizzatori abbiano dovuto svolgere un lavoro impegnativo nella selezione degli autori e delle opere. In questa splendida sede, benché non strutturata per esposizioni, è stata trovata una soluzione logistica affinché i visitatori potessero godere a pieno la visione delle opere, in un percorso interattivo di gradevole fruizione. Un’ affluenza sbalorditiva programmata su invito di addirittura quasi quattrocento persone, accolte tanto dagli organizzatori quanto dagli agenti ed ufficiali della Guardia di Finanza che garantivano anche la sicurezza.

Se insisto su tali aspetti è per evidenziare che la qualità di una mostra non è affidata esclusivamente alle opere, ma si dovrebbe tener presente quel lavoro che avviene dietro le quinte che ho cercato di descrivere.
Se dovessi stilare un testo critico, visto la mole delle opere, ovviamente mi dovrei soffermare singolarmente su ognuno dei partecipanti, per questo motivo, la mia conferenza si è improntata sugli argomenti che qui ho toccato e che non sono assolutamente di minor valenza rispetto ad un testo critico convenzionale. Tutto ciò perché nell’epoca contemporanea, considerato il sovraffollamento delle immagini determinato anche dall’era digitale e dalla realtà storica propria della nostra Nazione detentrice di più del 60% del patrimonio artistico mondiale, vi è un reale bisogno di iniziative di tal genere, intese alla diffusione del Contemporaneo per dimostrare che la bellezza non è andata persa, purché questa dimostrazione avvenga tramite un’accurata scelta e selezione dell’eccellenza. La manifestazione, di carattere particolare, in quanto la durata era limitata ad un solo giorno, aveva il preciso scopo di una premiere impostata appunto su una prima visione delle opere e su una serie d’interventi e conferenze.

La mostra vera e propria avrà il suo allestimento durante l’estate e torno ad insistere su questo metodo di ripetizione che considero il più idoneo a promuovere l’Arte Contemporanea di artisti viventi che appunto, nella nostra epoca, hanno la necessità della promozione finalizzata alla conoscenza.